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mercoledì, 20 agosto 2008,22:13
... the weekend with Mark...

Milano
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mercoledì, 13 agosto 2008,21:17
Diventa sempre più dura. Salutarsi è sempre più doloroso. Ci promettiamo di rivederci il più presto possibile, ma in questa situazione il più presto possibile vuol dire almeno due mesi dopo. Non è facile. Trattenere le lacrime e nasconderle dietro un sorriso tirato mentre con la mano ci si saluta fino all'ultimo secondo. Non è facile. Fino a quando un muro non si impadrona della scena e a quel punto tocca proprio andare a casa. Da sola, ancora una volta. Non è facile... non è facile proprio per un cazzo.
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domenica, 10 agosto 2008,20:07
Mark and I are travelling from Rome to PIacenza so, as long as we are getting bored as hell, I've suggested him to write something in my blog. Well... he's not helping me at all because:

1. he's tired
2. he's old
3. he types as slow as my grandma
4. his fingers are sore
5. he's not funny anymore

This is the end of the world guys. I'M ALONE. I'm travelling together with Marks' clothes.Let's pray. Where is the boyfriend I had last January? Hey I wanna speak with the manager, right? I want my money back!

A knew I shouldn't trust that salesman from the Middle East. He was like "Don't worry my friend! I make you good deal! No bulljive!"

Attn. customers, please  read the sign  below:

NO REFUNDS!
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giovedì, 07 agosto 2008,11:57
C'ho visto lungo... della macchina non gliene è fragato una cippa lippa.
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mercoledì, 06 agosto 2008,15:51
Niente, non c'è verso... in una settimana ho lavato la macchina per due volte e per due volte è sceso il diluvio universale. Ho fatto il possibile per tenerla scintillante ma a quanto pare Mark dovrà accontentarsi di una vettura zozza... però... ho il vago dubbio... che forse non gliene fregherà niente della voiture! Così... a sentimento!
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sabato, 02 agosto 2008,21:08
Io lo so, quando la piccola Viola sarà grande a sufficienza da raggiungere i nostri culi ci prenderà tutte a calci per come ci si faceva beffe di lei da neonata! ;-)


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lunedì, 28 luglio 2008,21:09
Profumo di fragola. Sto facendo un quintale di strawberry freezer jam.
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sabato, 26 luglio 2008,12:40
Non capisco perché Trenitalia mi dia una tariffa diversa (e più bassa) rispetto a quella che mi è stata fatta pagare allo sportello della stazione. Mi piacerebbe pensare che la prenotazione on-line offra degli sconti, ma ho il vago sospetto che mi sia fatta ciulare 10 Euro. E sia. Vaffanculo. Ormai ho pagato.
Quel che conta è che il mio bel culo(ne) più quello di Mark siano comodamente seduti sul pendolino per Roma.



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martedì, 22 luglio 2008,22:29
Venerdì. Appuntamento dalla ginecologa alle 10:30. Non ho il ciclo da 3 mesi. Ok, facciamo un'ecografia. Tutto a posto, nulla di grave. Ha l'utero pigro, tra 15 giorni sarà una felice donna nervosa. Bene. Via di corsa in ufficio. Pausa pranzo con l'imbuto e sbrigo le ultime pratiche prima delle 15:30. Esco dall'ufficio con la mantella di Superman, insomma, volando. Dopo 30 minuti sono sotto casa e parto con la sorella per Genova. Parcheggio, biglietti e c'imbarchiamo. 12 ore di traghetto tra il continente e la Sardegna. Dormo male anche se la poltrona è di prima classe. E' sabato. Ci vengono a prendere. Rivedo i miei parenti dopo 4 anni, mia sorella dopo 11. Visita veloce al parente numero 1. Altra visita veloce al parente nr 2. Poi direzione parente numero 3 che gentilmente ci ospita. Doccia veloce. Alle 13:00 aprono le visite in terapia intensiva. Mi avvertono che mio padre è particolarmente emotivo, si commuove davanti a tutti. Mi faccio coraggio. Entro per prima. Nascondo l'angoscia nel vederlo in ospedale. Gli sorrido. Mi avvicino e lo sbaciucchio. Sono tutta un nervo ma cerco di parlargli mantenendo un tono sereno e lui, la prima cosa che mi dice è "Pà (Paola), ma quanto cazzo sei ingrassata?". Ok... mio padre stà meglio!  Dopo 24 ore di stress intenso concedo finalmente a me stessa di ridere, e di sentirmi anche un pelo più sollevata.
Subito dopo parte la processione delle visite dei parenti. Uno ad uno entrano fratelli, sorelle, nipoti, amici e conoscenti di mio padre, facendo la fila come al supermercato ma senza il bigliettino con il numero. Poverino, avrà pensato che tutta sta gente era venuta per dargli l'ultimo saluto... e conoscendolo si sarà dato una bella grattata ai gioielli di famiglia. Io, in sala d'attesa ho rivisto l'intero albero genealogico in meno di un ora. La generazione Depalmas è numerosa. Mercoledì scorso l'hanno operato, ed oggi l'hanno dimesso. La generazione Depalmas ha anche la pellaccia dura.
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mercoledì, 16 luglio 2008,20:33
Non so come occupare il tempo durante l'attesa, quindi scrivo. Oggi a pranzo, con la testa ancora libera da qualsiasi preoccupazione, pensavo alla voglia di scrivere qualcosa. Avevo già in mente di cosa parlare, qualcosa di divertente, sdrammatizzare in maniera autoironia delle mie condizioni fisiche da vecchia carretta, titolo "Avere 30 anni e sentirsi come una 90enne". Invece, anzichè parlare delle mei sfighe spaziali mi sfogo su qualcos altro e scrivo di mio padre, che oggi dopo pranzo ha avuto un infarto. E scrivo di come ho lavorato ignara di tutto mentre lui stava vomitando ed ha capito di stare molto male. E di quando mi sono accorta nel tardo pomeriggio che giusto poco prima dell'una mi aveva cercata sul telefonino, ed io ho pensato "cazzo, non ho sentito il telefono squillare", e di come lui in quel momento era già in ospedale e lo stavano operando. Eppoi di come ho riso in ufficio insieme ad una mia collega ed ho ricevuto una chiamata da uno zio e mi ha detto che il mio papà era stato male. Ma di non preoccuparmi perché nella brutta sorte è stato fortunato perché in quel momento in casa con lui c'era sua sorella. E l'hanno preso appena in tempo, e per il momento è stabile. E devo aspettare... perché lui è in Sardegna e dobbiamo prendere un traghetto che ci porti da lui perché, cazzo, ho un otite da spaccare la testa e non posso assolutamente prendere aerei. E di come è stata strana la mia reazione quando ho parlato con mio zio. Ero stranamente distaccata li per li, poi ho pianto a scoppio ritardato. Un'ora dopo.
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